UBER: l’app della discordia

Certo che l’Italia è proprio un paese strano.

Siamo in piena crisi economica – anche se qualche grosso manager ha il coraggio di dire che ne siamo fuori o peggio che in realtà una crisi non c’è mai stata; beh io continuo a pensare che siamo in crisi – dovuta ai governi incapaci che hanno amministrato sinora, e specchio della popolazione che rappresentano.

L’innovazione tecnologica è sempre più dirompente. Le nuove tecnologie digitali, le applicazioni – APP – stanno cambiando il modo di pensare, creare e vendere prodotti e servizi.

L’Italia, culla di geni, artisti, innovatori – Leonardo, Michelangelo, P. Baudo…no forse lui no!! – si arrende all’evoluzione tecnologica, arroccandosi dietro futili privilegi.

Basta pensare allo sciopero indetto dai tassisti (milanesi) contro l’app di UBER che permetteva di prenotare un’auto privata a prezzi più competitivi rispetto a quelli dei tassisti.
In base al GPS si localizzava l’auto più vicina e disponibile e si noleggiava con il conducente.

Tanto semplice quanto utile…

Lanciata in America 5 anni fa e diffusasi in diverse città del mondo, arriva lentamente in Italia che invece di coglierne tutti gli aspetti innovativi e positivi la blocca per protesta da parte di una categoria untouchable.

Non nego che i tassisti possano avere le proprie ragioni, dovute principalmente alla normativa italiana obsoleta e allo status quo raggiunto, difficile da modificare.
Il governo italiano, però, si è lasciato ricattare ancora una volta, perdendo ogni autorevolezza e assecondando i deliri di un popolo antiquato.

Mi chiedo se quella di Uber non potesse essere un’occasione per innovare il settore del “noleggio” auto, anche perché sarà inevitabile andare verso questo tipo di direzione “digitale”.

Non sarebbe stato più intelligente fare un accordo con Uber o creare un’app ad hoc per non restare sempre tra i paesi ultimi della classe?

 

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2 pensieri su “UBER: l’app della discordia

  1. Concordo con te, Annette
    Siamo sempre i fanalini di coda e anche un popolo ancorato al vecchio che avanza
    E i governanti per non sapere e volere cosa è meglio per il popolo, fa la cosa più semplice e vigliacca: Si cala le braghe
    Dolce sera
    Mistral

    • Sai Mistral a volte ho l’impressione che nessuno voglia davvero cambiare lo stato di cose esistenti….!!!
      “Perché tutto cambi occorre che tutto resti sempre uguale”…e non credo che valga solo per i siciliani del Gattopardo…E’ una caratteristica propria del popolo italiano…!!!
      Bacio

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