Osservazioni sulla poetica (?)

Immagine dal web
Immagine dal web

Mi è stato detto recentemente che quando si entra troppo nel personale, parlando delle proprie esperienze in maniera piuttosto diretta…. si perde la “poetica” racchiusa nelle poesia. Per poetica probabilmente intendevano un’armonia tra versi, musicalità, parole, immagini evocate.

Forse in parte è vero. Rileggo quello che scrivo e mi rendo conto che quando mi rivolgo a una persona in maniera diretta, che esiste o non esiste più ( ma in fondo esiste sempre) allora forse la “poesia” nel senso “leopardiano” del termine perde un po’ della sua leggerezza, della sua vita come qualcosa a se stante, racchiuso solo in quei versi, e si proietta invece nelle sensazioni della persona che le ha scritte.

Nell’arte, in fondo, se non studiassimo perché nascono alcuni dipinti resteremmo fermi a dare noi un significato a ciò che stiamo ammirando. Nella musica spesso attribuiamo noi dei significati alle canzoni anche completamente diversi da quelli originali.

Mi interrogo.

Forse dovrei tenere tutto sul piano della scrittura? Ma così sarei veramente io? Le poesie dove parlo a qualcuno sono anche quelle dove quello che provo è più evidente…

Così…interrogativi dopo scambi strani con persone… e persone…e persone…

Ps L’infinto di Leopardi è pura magia…..

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25 pensieri su “Osservazioni sulla poetica (?)

  1. Sono molto interessanti gli interrogativi che ti poni. E penso che siano un passaggio indispensabile e che distingue dal dilettante tout court.
    Mi viene da pensare che se tu senti di esprimerti in una certa direzione, tu non vi debba rinunciare o farti deviare da modelli o suggestioni (capita a tutti del resto in campo artistico), ma scavare e proseguire nella tua ricerca per rendere soddisfacente o quanto meno da te accettabile (in realtà, non si è mai soddisfatti, a meno di non essere dei biechi commerciali o vanesi) il tuo lavoro.
    Sintesi brutale: tu sei tu e Leopardi è Leopardi.
    Sono certo che cercando, la strada a tua misura te la trovi. 🙂

    • Si ma infatti è quello che faccio o provo a fare! Poi io scrivo davvero solo quando ho qualcosa da esprimere. La giornata è così incasinata di mille cose che non riesco sempre a trovare quel silenzio dentro me che mi aiuti a esprimere ciò che ho dentro. Le volte che scrivo … è proprio di “getto” ,qualcosa che non riesco a tenere dentro e butto via… !!! Spesso uso il termine “canalizzo” perché è ciò che faccio… canalizzo in parole qualcosa che mi fa star male, o bene, che mi crea uno sconvolgimento interiore….

      Amo Leopardi e l’ho citato proprio perché è il mio poeta italiano preferito, ma sono anche una fan sfegatata di Salinas e lui parlava in prima persona verso colei che amava…

      Grazie comunque di essere passato di qui, mi fa davvero molto piacere poter scambiare opinioni…

      A presto…quando vuoi!!!

  2. Tutte le poesie dei grandi sono personali , perchè è dal personale, è dall’esperienza propria che la poesia diventa vita e nasconde tra quelle righe il mistero di una rima che parla , che scopre, che vive anche per gli altri. Un abbraccio

    • Si lo so …il mio interrogativo nasce da una constatazione fatta da …persone….!! Così mi faceva piacere condividere il pensiero con voi che amate scrivere come me….

      L'”ermo colle” è senz’altro quello che vedeva davanti i suoi occhi…

      Grazie e un abbraccione

  3. Anche a ma, molto recentemente, è stato rivolto un invito a uscire dal personale. Io trovo strano fare simili appunti a chi scrive poesie e faccio mie le parole di mondidascoprire con cui concordo pienamente. A quanto mi consta, i poeti partono sempre dal loro vissuto, dai loro sentimenti, dalla loro esperienza. Persino la descrizione di un paesaggio, pur partendo dal loro sguardo, viene filtrata attraverso il loro stato d’animo e proprio per questo motivo non ci lascia indifferenti. L’Infinito di Leopardi, oltre ad essere splendida, è un ottimo esempio!

    • Si ma del resto ho messo un punto interrogativo al titolo del post. 😉 Io penso che scrivere sia libero fluire, senza artifizi e senza troppi pensieri….

      Sono convinta che chi scriva per emozionarsi ed emozionare lo faccia davvero spontaneamente e in questo caso lo senti davvero quando leggi quei versi…

      Grazie tante di aver condiviso il tuo pensiero con me/ noi ….
      Bacio grande Silvia

  4. ovviamente la mia opinione non farà mai testo tranne che per un undici per cento quanto e che sarò morto ma
    fai e soprattutto scrivi quel che cavolo ti pare…
    leopardi a quanto ci dicono aveva una vita parecchio anafettiva e

    • Le tue opinioni sono sempre piuttosto interessanti ma sei rimasto un po’ in sospeso non trovi ? Oppure quell’ “e” era preludio per un’interpretazione … oltre? 😉

  5. Io sono solo una dilettante, ma penso che non si possa scrivere qualcosa che emoziona davvero chi legge se non si parte dal personale… una persona, un luogo, un’esperienza… Immaginare soltanto, fare pura astrazione può produrre magari risultati stilisticamente perfetti… ma dov’è il cuore?
    Buona serata!
    Laura

    • Cara Laura, la penso proprio così…..la mia era una riflessione dovuta a dei commenti che mi hanno fatto delle persone…!!! Le esperienze, le emozioni … sono ciò che dà vita ai nostri pensieri e alle nostre parole…

      Un bacione

  6. Hai sollevato un tema essenziale e micidiale.
    Rispondo seguendo la mia esperienza poetica, nel corso della quale ho cercato di prendere il più possibile le distanze da me stesso, un po’ come quando si tenta di staccare la propria ombra da terra. Un compito inarrivabile, ma la cui tensione produce risultati che a distanza di tempo stento a riconoscere come “personali” ma che proprio per questo assumono una valenza che parla oltre e nonostante il personalissimo punto di partenza da cui hanno spiccato il volo.

    • Micidiale davvero.
      Prendere le distanze… forse ci vuole tempo e maturità e nonostante io penso si parta sempre dal personale poi forse si riesce ad astrarre il proprio pensiero dal contesto che l’ha generato. Diciamo che in qualche modo tale pensiero potrebbe prendere le fattezze di qualcosa di “universale” e quindi di condivisibile da chiunque. Spinosissimo come tema, lo so… ma come tu mi hai detto poco tempo fa… ” è ora di andare oltre”….

      Grazie del tuo passaggio.

      A presto.

  7. Tempo fa ho litigato con una “collega” perché lei non mi riteneva un artista, in quanto scrivo per me stesso e non per chi legge.
    Tuttavia mi considero uno scrittore (al di là della qualità di quello che scrivo) ma accetto di non essere un artista.
    Se non scrivessi per me non riuscirei più ad esprimermi.

    • Vi….nei tuoi scritti ….si percepisce la tua esperienza… si percepiscono le tue emozioni… si percepisce soprattutto la tua onestà che può piacere o meno ma manifesta davvero quello che sei tu!!! Un abbraccio

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