Cecità

Occhi ciechi,Anemone cerami

avvolti da un’ombra bianca

che esclude il presente.

E nel sussurro di ciò che siamo

vivremo,

e il ricordo di ciò che è stato

morrà vivendo….

© Anemone 

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Forme

Anemone Cerami
Tempo Infinito

Barcollo in vita

senz’anima in corpo

in un presente

incatenato da un tempo

di passati sfuggenti

e futuri ingannevoli.

Con gli occhi strappati dal volto

diversa dall’altra me,

divisa da uno spazio infinito

senza più forma alcuna.

Tempo

Anemone Cerami
Inesistenza del Tempo

Il tempo ruba vita alla nostra anima, passa veloce e non esiste.
Si dice anche che il passato non esista, che è relegato a un istante già morto.
Morto nell’istante stesso in cui l’abbiamo sfiorato.

E anche noi moriamo costantemente a ogni battito del cuore, a ogni respiro emanato, a ogni movimento di ciglia involontario.

Cosa resta di ciò che eravamo?
Un pezzo della nostra anima cristallizzata in una dimensione lontana, e non possiamo sfiorarla, e non possiamo sentirla, e non possiamo parlarle.

L’abbiamo perduta, e a ogni perdita il nostro cuore è stato piegato alla sofferenza del distacco.

E ho imparato a convivere con l’autunno, con le foglie strappate da una pelle intorpidita dal freddo.
Mi sono abituata ad avere i piedi freddi e il collo scoperto.
Cosciente di ciò che era e più non esiste, e della primavera che torna sempre.

E nel tempo che passa ho imparato che gli abbracci veri si danno anche a distanze infinite, che ci sono volte in cui lasci la tua anima a chilometri dal tuo corpo e questa viene raccolta da qualcuno in grado di amarla, custodirla e averne cura.

Come una pianta in fin di vita, che tutti danno per spacciata ma che con pazienza torna a germogliare in una nuova primavera.
E metti un nuovo tassello al complesso puzzle che hai tra le mani, i cui pezzi pensavi si fossero dispersi nel tempo, nei luoghi, in quei pezzi di anima.

E ciò che era, è stato riposto in luogo nuovo, dove tutto appare uguale e diverso, in uno spazio di appena 90 minuti, perché 90 rappresenta il tempo perfetto per scandire il rumore di una vita.

E la sento arrivare la primavera, nel respiro della terra, anche se fuori una pioggia intermittente perpetua il suo canto e il freddo ha ghiacciato la punta rossa del mio naso.
Ed anche se odio il rosso, aspetto ancora di poter mangiare i miei lamponi, li ho lasciati lì, in quella scatola, nel gelo di un posto che non esiste; ieri.

Tempo Effimero

Clessidra e Tempo
Clessidra e Tempo

Inseguo il tempo.

Scorre in istanti interminabili

e si fa beffa dei miei impulsi.

 

Tempo,

tempo per scappare da questo dolore

che tormenta le mie notti

e perseguita i miei giorni.

 

Inseguo il tempo.

Amico fedele di guarigioni lievi,

compagno infedele di malattie atroci.

 

Tempo,

tempo per ricostruire,

tempo per capire questo mondo capovolto, 

il mio essere diacronica.

 

Inseguo il tempo.

E ancor mi sfugge,

una clessidra che si estingue,

una candela senza ossigeno.

 

Tempo,

tempo per nascere

tempo per morire,

come una stagione che termina fioritura,

come un giorno che muore nel tramonto.

 

Inseguo il tempo.

Mentre l’ombra di ciò che amavo

sorge di nuova linfa.

 

E il mio tempo è concluso

nelle solitudini dei miei attimi.